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Chi ha inventato le creme solari?

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Negli anni 30 del secolo scorso, un giovane chimico austriaco, Franz Greiter tornò a casa da un' escursione sul ghiacciao Piz Buin con una brutta scottatura.
Tornato a casa pieno di bolle, invece di disperarsi, si è messo al lavoro e nel 1938 ha ottenuto la prima crema solare della storia, messa in commercio come Glacier Creme (La crema del Ghiacciaio), sotto il marchio (poi diventato famoso) Piz Buin ( dal nome della montagna). 

Che tipi di filtri solari esistono?
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Essenzialmente esistono 2 tipi di filtri solari:
-FILTRI FISICI: agiscono facendo rimbalzare i raggi Uv.
In pratica sono come degli specchi che ci proteggono dalle radiazioni dannose tramite un meccanismo di riflessione/diffusione.
(Per esempio il biossido di titanio o l'ossido di zinco)
-FILTRI CHIMICI: agiscono assorbendo e trasformando i raggi Uv Per trasformarli in qualcosa di meno dannoso.
(Per esempio l'oxibenzone o il metossicinnammato) 

Filtro fisico o chimico?
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Su molti forum serpeggia la voce che i filtri fisici sono migliori in quanto naturali rispetto ai chimici.
Volete sapere la verità?
Le sostanze utilizzate nelle creme solari sono TUTTE chimiche, ma questo non vuol dire siano dannose!!
Quello che è davvero importante in una crema solare è come si comportano questi filtri nel difenderci dalla radiazioni ultraviolette e in particolare da UVA e da UVB. https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/tce/1/16/1f325.png");">🌥

Se sono già abbronzata, non mi serve la crema solare?
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La pelle è un organo vivo che per proteggersi dagli effetti dannosi del sole produce una molecola chiamata Melanina con lo scopo di creare una barriera protettiva.
L'abbronzatura è quindi il filtro solare naturale per eccellenza ma purtroppo non è molto efficace, si calcola che equivalga ad un Spf 2 in grado quindi di filtrate solo il 50 per cento dei raggi Uvb dannosi.
Meglio di niente, ovvio, ma anche le persone con una carnagione scura dovrebbero fare attenzione.


Usando l'autoabbronzante ho la pelle più scura quindi posso utilizzare un Spf più basso?
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Alla base di tutti gli autoabbronzanti c'è una reazione chimica molto utilizzata in cucina: la reazione di Maillard.
A seguito dell'interazione di zuccheri e proteine durante la cottura i composti che si formano con queste trasformazioni sono bruni e d'orati ( si pensi alla crosta del pane appena sfornato o dall'imbrunimento che subosce la bistecca mentre la cuociamo).
La reazione di Maillard negli autoabbronzanti avviene tra uno zucchero contenuto nella crema (diidrossiacetone o DHA) e le proteine superficiali della nostra pelle e quindi NON STIMOLANO LA PRODUZIONE DI MELANINA, quindi non protegge le cellule ma ha solo una funzione estetica.
Quindi anche se usate l'autoabbronzante bIsogna sempre utilizzare una protezione solare!
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Che fattore di protezione devo utilizzare per non scottarmi? Perché in Italia non esiste l'Spf 100?
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Semplificando molto, l'SPF o fattore di protezione solare indica la quantità di radiazioni "fermate" dal filtro solare.
Quindi, per esempio, un Spf 30 lascerà passare un trentesimo delle radiazioni Uvb e ci sarà una protezione del 97%, un Spf 50 ci darà una protezione del 98% e così via..
Quindi potrete capire che non potremo mai avere una protezione completa e totale.
Ed è proprio per questo che la Comunità Europea, per evitare che il consumatore sia tratto in inganno da numeri di Spf troppo alti, chiede ai produttori di non superare il valore di 50+ e vieta claim come "protezione totale" o "schermo totale" che danno l'idea di una sicurezza che non può esserci perché una frazione di Uvb raggiungerà comunque la pelle, e sicuramente anche molti Uva.

Font. "Il trucco c'è e si vede" di La ceretta di Occam - Beatrice Mautino
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