Lunedì - Venerdì 8.30 - 12.30 / 15.30 - 19.30 - Sabato 08.30 - 12.30

.

Nuovi negozi, che nascono come funghi. In vetrina, si notano immagini di Bob Marley e gadget raffiguranti foglie di canapa.

Viene da pensare che vendano droga leggera, roba che sballa! Ma non è proprio così: sostanzialmente questi nuovi negozi vendono Cbd, ovvero Cannabidiolo. Ma partiamo dall'inizio. La canapa è una pianta dalle molteplici proprietà ed usi. Vi sono tre varianti botaniche: Indica, Sativa e Ruderalis.

Focalizziamo la nostra attenzione sulla Sativa. Questa pianta è una risorsa rinnovabile di primaria importanza per un futuro sostenibile. Con essa si produce carta: un solo ettaro di canapa, che cresce in soli quattro mesi, fornisce lo stesso quantitativo di quattro ettari di boschi che impiegano 20 anni per crescere. Ma dalla Sativa si ottengono anche tessuti, materiali per la bio-edilizia, materiali plastici biodegradabili e bio-combustibili. Oltre a queste applicazioni la canapa è ricca di acidi grassi essenziali come omega 3 e omega 6 con un ottimo rapporto 3:1, vitamina A ed E, vitamine del gruppo B, antiossidanti, un alto contenuto proteico e di amminoacidi essenziali, fibre vegetali e sali minerali come fosforo, ferro, zinco e calcio. L'Italia è stata per secoli un’importantissima produttrice di canapa destinata al tessile.

Poi qualcosa è cambiato. Abbiamo chiesto a Franco Pangrazio, farmacista che da tempo consiglia il Cbd, di aiutarci a capire di più e a fare il punto sulla situazione attuale.

Dottor Pangrazio, quali le vicissitudini storiche di questa pianta?

“La Marijuana Tax Act del 1937 diede un colpo di grazia alla coltivazione della canapa, mettendola al bando negli USA. Nel 1975 in Italia fu inasprito il divieto di coltivazione della canapa indiana (cannabis Indica). Attualmente in Italia si può coltivare la varietà Sativa (Cannabis legale o light), che è la tipologia di canapa che ha un basso contenuto di Thc. Secondo la legge italiana 242 approvata il 16 dicembre 2016, la sua produzione e commercializzazione viene ritenuta legale purché il contenuto di Thc (il cannabinoide psicoattivo) non superi il valore 0,2%. Esistono 69 varietà coltivabili iscritte nel registro europeo”.

Una prima distinzione importante, dunque è tra Thc, sostanza psicoattiva, e Cbd, sostanza non psicoattiva?

“La pianta di canapa contiene 500 composti, tra cui circa 130 fitocannabinoidi. Tutte queste molecole costituiscono il fitocomplesso della pianta, composto da terpeni flavonoidi e fitocannabinoidi. I cannabiniodi sono un gruppo eterogeneo di sostanze capaci di modulare un complesso sistema biologico chiamato sistema endocannabinoide. Esistono perciò gli Endocannabinoidi che sono sostanze prodotte dal nostro corpo e i Fitocannabinoidi prodotti dalla Canapa. Tutti gli esseri viventi, ad eccezione degli insetti, possiedono un sistema endocannabinoide che regola funzioni di importanza basilare per la fisiologia umana diventando parte essenziale della vita.

I recettori di questo sistema hanno una distribuzione ubiquitaria nel nostro organismo dal Snc alle ossa e proprio per questo risultano coinvolti in processi fisiologici come il controllo motorio, la memoria, l'apprendimento, la percezione del dolore ed altri ancora. Il sistema endocannabinoide svolge diverse funzioni, secondo il tessuto su cui agisce, ma l'obbiettivo è sempre quello di mantenere l'omeostasi (mantenimento di un ambiente interno stabile a fronte di variazioni nell'ambiente esterno). Diversi studi hanno dimostrato che fattori ambientali, come dieta, tossine o esercizio fisico, e fattori genetici possono portare a un deficit di produzione di endocannabinoidi che può, a sua volta, portare ad una incapacità di adattarsi allo stress fisico e mentale. I due più importanti fitocannabiniodi sono il Thc ed il Cbd e quest'ultimo è sempre il più abbondante nella pianta”.

Come agisce il Cbd? Quali le sue proprietà?

“Il Cannabidiolo, fitocannabinoide non psicoattivo, è in grado di modulare l'azione degli altri fitocannabinoidi compreso il Thc. Per esempio il Thc ha un'azione analgesica piuttosto blanda senza la presenza del Cbd. Numerosi studi, soprattutto americani, dimostrano come siano numerose le azioni farmacologiche svolte da questa molecola: azione neuroprotettiva, miorilassante, antinfiammatoria, antidolorifica, ansiolitica, anticonvulsivante, antiossidante ed antipsicotica. Ciò fa sì che il Cbd potrebbe essere un importante farmaco adiuvante per diverse patologie neurologiche, per disturbi del comportamento e dell'umore, per trattamenti del dolore cronico per patologie autoimmuni o infiammatorie. L'assunzione di Cbd è consigliabile anche a persone sane, dato che ha effetti positivi sull'umore e sulla qualità del sonno. Ecco svelata la verità sui tremila nuovi negozi! Le persone iniziano a conoscere le proprietà di questa sostanza e si recono nei punti vendita dove la trovano!

Nel 2018 in America è stato approvato da FDA il primo farmaco a base di Cannabidiolo (Epidolex) per il trattamento di alcune forme di epilessia infantile. Sempre studi americani attestano l'elevato profilo di sicurezza di questa molecola. In commercio ci sono tantissimi prodotti a base di Cbd: capsule, tisane, caramelle gommose, gomme da masticare e una vasta gamma di oli. La maggior parte di questi prodotti è priva di analisi e test di laboratorio. Sulle confezioni sono riportate pochissime informazioni riguardanti la concentrazione, il veicolo in cui è disciolta la molecola ed i processi di sintesi. Una recente ricerca americana riporta che, da controlli eseguiti su molti preparati a base di Cbd, solo il 20% risulta coerente con le informazioni riportate in etichetta.

Ma allora, non dovrebbe essere la farmacia il canale per la vendita di questi prodotti?

La vendita degli oli al Cbd in farmacia si sta sviluppando anche grazie ad aziende che hanno sempre considerato il medico ed il farmacista i corretti interlocutori per trattare un principio attivo così ricco di proprietà per la salute. Vengono promossi incontri con i professionisti per conoscere in maniera approfondita i cannabinoidi ed in particolare il Cbd. Oltre ai benefici terapeutici che risultano evidenti sia nella letteratura scientifica che nei clinical trials va sottolineato anche l'interessante aspetto economico di questo nuovo settore. In effetti, dottor Pangrazio, ci sono molte ragioni per le quali i farmacisti dovrebbero imparare a conoscere questa molecola e a valutare l’ipotesi di trattare i prodotti migliori in commercio che la contengono. Cosa che lei, del resto mette in pratica da tempo, offrendo al pubblico la possibilità di trovare un professionista e non personaggi spesso improbabili con il quale confrontarsi. Per intanto, grazie di averci dato la possibilità di iniziare a parlarne.

 

di Alessandro Fornaro, giornalista e farmacista.